(14 novembre 2019) Anghingò, dei bagolari che ne fo’

Anghingò, dei bagolari che ne fo’

La vicenda dei bagolari di via Roma ha assunto i toni di una telenovela.

Inizialmente gli alberi di via Roma avrebbero dovuto essere rimossi completamente, poi solo una parte, poi di nuovo tutti, infine nessuno, poi forse venti. Anzi, no, ventinove. Quindi oltre la metà di quelli rimasti, dopo che la furia distruttrice della Giunta Fagioli ne aveva già sterminati ben nove lo scorso inverno.

Bagolari cattivi! Malati! Sporcano! Spaccano i marciapiedi e le radici irrompono nelle nostre case!

Certe espressioni ricordano i toni della lega nazionale quando parla di immigrati. Che questi poveri alberi siano sbarcati sulle spiagge del Lura, venendo dall’Africa su dei barconi?

Ma poi i bagolari sono diventati buoni. Sicuramente si sono redenti come l’Innominato del Manzoni, oppure semplicemente hanno deciso di votare lega.

I nostri lettori perdoneranno l’ilarità con cui siamo costretti a vedere una vicenda infelice per la nostra città.

Il nostro intento non è prendere in giro nessuno, ma stimolare alla chiarezza e alla verità.

Quello che non va bene è che non siano mai state spiegate le ragioni delle diverse scelte che si sono succedute nel tempo.

Con lo spirito investigativo da Hercule Poirot abbiamo fatto funzionare le nostre celluline grigie e abbiamo maturato la convinzione, peraltro avallata da tanti articoli sui media, che la motivazione di questo trasformismo sia un finanziamento. Se si tagliano i bagolari, la pista ciclabile che correrebbe sugli spazi liberati dagli alberi stessi, sarebbe “a norma” e quindi in regola con il bando per ricevere denaro.

Se i bagolari rimangono, la pista sarebbe troppo stretta e i soldi non arriverebbero.

Bene. Che male c’è a dirlo? Che problema c’è a dichiarare sin da subito questa alternativa, ascoltando la cittadinanza per capire che cosa ne pensi?

Quindi allo stato attuale i bagolari rimangono? Quasi certamente no.

Con il progetto attuale – preparato alla chetichella dall’amministrazione Fagioli – se ne salverebbero solo una minima parte. Appaiono singolari i tempi: prima della fine di Novembre il Tar si sarebbe dovuto pronunciare sul ricorso contro il taglio degli alberi presentato da alcuni cittadini del Comitato Salva Via Roma.

Forse il Comune ha giocato in anticipo perché pensava di perdere il ricorso davanti al TAR? Il sospetto è lecito.

Leggendo infatti la Delibera di giunta n°172 – che rende immediatamente esecutivo il nuovo progetto della ciclometropolitana – la questione appare quanto mai fumosa.

Assodato che gli alberi erano 60 e 9 sono già stati abbattuti senza troppi complimenti, anche la sorte dei rimanenti 51 non appare per nulla serena. Si parla di 29 alberi da “valutare” in sede operativa, in quanto non compatibili con il progetto della nuova ciclabile. Il problema quindi – ribadiamo – non è il dover rifare i marciapiedi, come più volte è stato venduto anche dall’ assessore ai Lavori pubblici Lonardoni, o i fantomatici danni alle fognature visto che non è stato ancora dimostrato essere stati causati dalle radici.

I marciapiedi avrebbero potuto essere rifatti già da mesi, senza creare ancora disagi ai disabili e senza operare quasi nessun taglio. L’unico problema è il finanziamento per una ciclabile, che rimarrà comunque un’opera monca nel complesso della città.

Spicca – come sempre – il silenzio di tomba dell’assessore all’ Ambiente Guaglianone, che forse non considera gli alberi parte dell’ecosistema, dato che non ha mai proferito una sola parola su una vicenda che tiene banco ormai da mesi e dovrebbe teoricamente riguardare in modo diretto l’assessorato da lui presieduto.

Insomma, questo sembra l’ennesimo colpo di mano di una Giunta che – forte della propria maggioranza in Consiglio comunale – ha cancellato qualsiasi possibilità di confronto con i cittadini.

Ribadiamo che non intendiamo contraddire la giunta Fagioli, anche perché basta lasciarla parlare che lo fa da sola.

Il direttivo di Obiettivo Saronno

Novella Ciceroni

Cristiana Dho

Lorella Moiso

Sara Roccabruna

Luca Amadio

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *